“Nessuno può fermarmi ” di Caterina Soffici

1940. Londra. La seconda guerra mondiale e le vite di molti malcapitati che si intrecciano in un solo tristissimo epilogo: il naufragio dell’Arandora Star.

Dopo la notizia della dichiarazione di guerra di Mussolini, centinaia di italiani, residenti in Gran Bretagna, vengono individuati e imbarcati sull’Arandora Star per essere deportati in Canada.

Una nave-prigione, carica di 446 civili italiani, che viene silurata da un sottomarino nazista nelle acque della Scozia.

La guerra e il sospetto che aleggia sugli italiani, residenti a Londra e sospettati di fascismo, “minano” i rapporti umani e i basilari valori della civiltà e della convivenza civile.

 

Un episodio “tragicamente” vero – poco noto ai più – che Caterina Soffici restituisce alla storia attraverso, da un lato, le parole – e gli occhi oramai stanchi – di un’adorabile vecchietta che quell’inferno lo ha vissuto e che ora cerca di riempire le sue giornate con una consolante routine; dall’altro, per mezzo della curiosità e della ferrea voglia di scoprire la verità di un ragazzo, deciso a ricostruire la storia che aleggia attorno alla vita e – soprattutto – alla scomparsa del nonno.

Caterina Soffici ci mette di fronte alla forza devastante dell’odio e della paura, tanto potenti da far dimenticare i valori umani fondamentali.

Nel raccontare questa storia, l’autrice riesce a regalarci il dipinto di due personaggi straordinari: Florence, l’anziana signora inglese, che vive nel ricordo del passato e il giovane Bartolomeo, che quel passato vuole farlo ri-emergere.

Due personaggi che, con le mille loro fragilità, risultano “commoventi”.

Una ricostruzione storica toccante e un’ottima caratterizzazione dei personaggi sono la forza di questo libro.

Nessuno può fermarmi

 

 

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