“Per dieci minuti” di Chiara Gamberale

Un grande amore che finisce, un’occasione di lavoro che incredibilmente sfuma, il cambiamento di città che ci fa sentire senza radici sono eventi che devono essere metabolizzati per essere, alla fine, superati.

In quei casi l’unica cosa che vorremmo fare è staccare la spina del cervello, far smettere il ronzio dei pensieri negativi che si rincorrono nella nostra mente e aspettare che il tempo passi, perché sappiamo che il tempo, in certe occasioni, è l’unica medicina che abbiamo.

Soltanto dopo che saranno passati giorni o, qualche volta, mesi riusciremo a sentirci meglio, più sereni e senza pesi sul cuore.

Ma nel frattempo? Cosa fare?

Per rispondere a questa domanda, Chiara Gamberale dà spazio alla fantasia, a quella stessa fantasia dei bambini, e si inventa un “gioco”:  dieci minuti al giorno in cui fare una “cosa nuova”, mai fatta prima.

Tutti i giorni. Per un mese. Che sia preparare dei pancakes, tingersi i capelli di un altro colore o camminare per la strada all’indietro. Non importa cosa. Qualsiasi cosa che ci permetta di uscire dalla vita ordinaria e dalla routine per dieci minuti. Per distrarci, concentrarsi su noi stessi, nell’attesa che il tempo passi, portando via con sé tutte le sensazioni negative.

La Gamberale inventa un “gioco” per diventare “grandi”, per crescere, per ritrovarsi, per smettere di avere paura e per ricominciare a vivere.

Con la sua prosa inconfondibile, ci racconta le difficoltà della vita dandoci, allo stesso tempo, il suo antidoto per affrontarle. Un antidoto che non è tutto, ma è già qualcosa.

Ed è sorprendente come, nel provare a “giocare”, ci si renda conto di quanto sia necessario affrontare le paure, e passarci attraverso, per superarle. Quanto tutto ciò sia necessario. E quanto sia importante fare un “percorso” – ognuno il proprio – perché, quando si è finalmente arrivati in cima, la prospettiva risulta totalmente diversa… unica e straordinaria.

 

 

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