“La più amata” di Teresa Ciabatti

“La più amata”.

Quello che più desideriamo nella vita è essere amati.

Tutti abbiamo bisogno di amore, in qualsiasi forma: l’amore genitoriale, l’amore fraterno, l’amore sentimentale e quant’altro. Vogliamo sentirci amati da tutti e più di tutti.

Talvolta però capita che sin da bambini ci facciano credere di avere il diritto ad essere amati e rispettati: perché siamo migliori degli altri, perche siamo speciali o perché siamo dei privilegiati.

E così arriviamo a credere di avere il diritto ad avere una carriera brillante (“perché sicuramente sarà così”), ad essere rispettati da tutti (“perché non sanno chi sono io”) o ad essere amati da qualsiasi individuo del sesso opposto (“perché io sono irresistibile “)…

Ma cosa accade quando ci si scontra con i primi ostacoli e con le prime difficoltà della vita?

Teresa Ciabatti affronta questo tema partendo dalle origini più profonde del problema, dal luogo e dal tempo in cui affondano tutti i nostri ricordi, le nostre paure e i nostri sogni: l’infanzia.

Il momento in cui gli individui vengono plasmati, almeno nei loro tratti essenziali, come fanno le mani di uno scultore con un vaso di argilla.

L’autrice da’ alla protagonista del suo romanzo il suo stesso nome e cognome: Teresa Ciabatti. E allora è impossibile non pensare che tra le righe del suo libro si celino anche tratti autobiografici.

Una bambina che ha avuto tutto – la figlia del Professore – e che pensa che tutto le sia dovuto. Ma che ben presto si trova ad affrontare il mondo reale, quello che esiste al di fuori della campana di vetro che il Professore le ha accuratamente calato sulla testa.

Un libro che ci fa riflettere su tanti temi: dall’educazione dei genitori, all’influenza ambientale, alle mille difficoltà della vita.

E che ci fa concludere che la vita è piena di insidie e difficoltà, che nulla è dovuto e che bisogna lottare per ottenere quello che si vuole. Sempre e comunque.

 

 

 

 

 

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